Sportello Infoazzardo: Vuoi smettere di giocare d'azzardo?

Da Maggio 2001, è presente nel Comune di Roma Sportello Infoazzardo, che svolge le seguenti attività, rivolte sia ai giocatori che ai familiari, domiciliati e residenti a Roma:

- Consulenze telefoniche

- Colloqui motivazionali (individuali, di coppia e familiari)

- Gruppi informativi

- Consulenze finanziarie e legali

- Tutoraggio economico

 

 


 

Descrizione del progetto InfoAzzardo

 

 Il progetto nasce da un'idea del dott. Cesare Guerreschi, che sensibile alle problematiche contemporanee ha elaborato un progetto che, all'avanguardia in Italia, attuai un intervento articolato su più livelli contro il gioco d'azzardo patologico, grave patologia assimilabile per molti versi alla dipendenza da sostanza psicoattiva.

 

Cos'è il GAP?
 

 In generale, il gioco d'azzardo è un'attività di svago socialmente accettata e sempre più diffusa e variegata (più dell'80% della popolazione adulta né è coinvolta). In alcuni casi, però, quando l'attività di gioco diventa incontrollabile, si trasforma in serio problema. A partire dal 1980, L’American Psychiatric Association inserisce il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) tra i Disturbi del Controllo degli Impulsi. Da allora, sempre più ci si è resi conto di quanto le caratteristiche di questa grave patologia possano invece giustificare un inserimento nello spettro delle dipendenze. Il gioco d’Azzardo Patologico si manifesta con un comportamento persistente, ricorrente e maladattivo di gioco d’azzardo. Il mondo del gioco d’azzardo patologico ha altissimi costi sociali. Basti pensare alle implicazioni economiche, relazionali, legali, ai costi legati alle cure per patologie da stress. Ogni aspetto dell’esistenza dell’individuo e delle persone che lo circondano viene progressivamente compromesso.

 Obiettivi del Progetto InfoAzzardo

 Con il Progetto InfoAzzardo ci si propone di:

  1. studiare il fenomeno a livello sia locale che nazionale al fine di acquisire precise informazioni sull’epidemiologia dello stesso nel nostro Paese, di capire le modalità dell’instaurarsi della patologia e definire le fasce di popolazione più colpite tanto da poter elaborare interventi di prevenzione mirata.
  2. organizzare e proporre corsi di formazione per il personale appartenente alle strutture di prima accoglienza e per quelle persone maggiormente a contatto con i giovani al fine di fornire gli strumenti sufficienti per riconoscere i sintomi della problematica e prendere le dovute contromisure.
  3. informare, prevenire e sensibilizzare studenti ed insegnanti, genitori, operatori dei servizi territoriali (Servizi sociali circoscrizionali, Ser.T, DSM, Associazioni del privato sociale); cittadinanza tutta.

 

 La struttura che si occupa dello svolgimento dei servizi descritti è la Società Italiana di Intervento  sulle Patologie Compulsive (S.I.I.Pa.C) in collaborazione con varie università italiane ed estere.

 

 Sportello Adolescenti

Il lavoro di monitoraggio e prevenzione svolto nelle scuole in tutte le sue sedi, ha messo in evidenza il rischio di sviluppo di patologie compulsive nella popolazione adolescenziale, rischio rinforzato dalla diffusione di strumenti o giochi elettronici. Per i minori, i nuovi mezzi di comunicazione presentano evidenti vantaggi ma anche potenziali pericoli.

 In Italia secondo un’indagine Eurispes e Telefono Azzurro, un milione e mezzo di bambini delle elementari possiede e utilizza un computer, 350 mila navigano in Internet. Oggi è possibile connettersi ad Internet anche tramite la TV ed il telefono cellulare, ed i bambini sono in prima linea tra i nuovi “utenti tecnologici”.

 Internet, in virtù della propria rapidità, del suo annullare le distanze, della sua possibilità di anonimato, della sensazione virtuale di onnipotenza che può generare, può causare una irrefrenabilità nell’impulso di essere in rete (Guerreschi).

 Una recente indagine svolta dalla Società Italiana di Pediatria, ha rivelato che quasi il 53% dei bambini che navigano su Internet, lo fanno fuori della supervisione degli adulti. Inoltre, circa il 52% frequenta abitualmente le chatline, il 33 chatta non solo con i coetanei, il 66 vorrebbe incontrare le persone con cui chatta in rete (La Repubblica 29/11/00). Non si può quindi non evidenziare quanto sia importante che i genitori si informino su come i loro ragazzi usano Internet e che cosa leggano mentre navigano in rete.

 E’ necessario fornire informazioni scientifiche esatte, senza demonizzare il gioco d’azzardo.